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Assicurazioni alle stelle – cause e proposte

Negli ultimi due anni si sono registrati aumenti significativi in tema di tariffe RC, però è anche vero che le denunce si moltiplicano infatti l’elevata frequenza dei sinistri in Italia ha dell’incredibile. Su 100 auto, 8,6 incidenti; il doppio rispetto alla Francia e superiore del 40 per cento a quella della Germania. Nel mirino ci sono anche le inefficienze organizzative delle imprese assicurative, che non consentono di accertare nell’imminenza dei fatti la dinamica dei sinistri ed i relativi danni riportati. Così crescono le frodi e si allungano i tempi di liquidazione dei sinistri.
Per evitare che la situazione peggiori, ci si domanda quali siano le prospettive imminenti al fine di evitare da parte delle imprese interessate comportamenti lesivi dei principi della concorrenza e della trasparenza dei mercati.

L’ISVAP, dopo una consultazione con i consumatori e le imprese ha avanzato concrete proposte: Sul tavolo ci sono anche le proposte di un un’Agenzia antifrode per indagare sulle truffe in Italia. Far calare le truffe consentirebbe di abbassare i costi a carico delle compagnie e, di riflesso, le tariffe Rca. C’è chi non è d’accordo, temendo che le spese per realizzare l’Agenzia antifrode vengano ricaricate sulle stesse Rca.
Sarebbero ancora gli automobilisti a pagare. Se anche gli agenti assicurativi dovessero dare un contributi per l’Unità antifrode, è probabile che difficilmente accetterebbero passivamente una regolamentazione del genere.

Per quel che può contare il nostro pensiero, noi dell’agenzia Europa 2000 personalmente riteniamo che la soluzione ideale sarebbe l’abbinamento della polizza assicurativa alla patente e non ai veicoli. Sarebbe certamente uno stravolgimento del meccanismo a cui siamo abituati, ma avrebbe anche qualche logica in più. Si individuerebbero veramente i soggetti più pericolosi e quelli più prudenti. Sarebbe impensabile poter scampare all’aumento di tariffa dopo aver fatto una truffa all’assicurazione con un sinistro finto.
Viva la Meritocrazia.