Maialino salvadanaio con soldi che crescono

Non è un mistero che gli italiani stiano utilizzando sempre di più gli strumenti di risparmio e investimento, con il fine di mettere da parte un capitale o mantenere invariato il proprio stile di vita.

Questo a causa della consapevolezza diffusa del fatto che la pensione non sarà in grado, da sola, di sostenere adeguatamente la propria famiglia. Ma non solo. Anche l’incertezza della situazione economica ha grandemente contribuito al pensiero degli italiani: il risparmio è diventato una necessità.

I piani di risparmio e investimento permettono di:

  1. Iniziare a costruire un proprio capitale, sul quale fare affidamento in futuro.
  2. Abituarsi al risparmio, instaurando nella propria vita un circolo virtuoso che porta alla serenità personale e della propria famiglia.
  3. Iniziare a perseguire obiettivi di lungo termine: ad esempio l’acquisto di una casa o dare delle sicurezze aggiuntive al futuro dei propri figli.

La scelta del piano non può prescindere dai bisogni e dalle necessità personali. Quale sia il migliore lo si può scoprire solo caso per caso, dopo attente valutazioni.

In particolare, dipende da:

  •         La tua propensione al rischio
  •         La tua età
  •         La tua situazione lavorativa
  •         La tua situazione familiare

Per capire quale piano è quello più vicino alle tue esigenze, distinguiamo ora tra piano di accumulo del capitale (PAC) e fondo pensione.

Cos’è il PAC e come funziona

Il PAC è tra gli strumenti considerati più facili per investire sui mercati, grazie alla formula basata su piccole somme e comode rate. Per questo sono ottimali soprattutto per chi ha poca liquidità a disposizione.

Con i piani di accumulo si investe in un fondo di gestione del risparmio. Non c’è un coinvolgimento diretto sul mercato azionario.

Si possono personalizzare il numero delle rate, l’importo e la durata dell’investimento.

La durata minima di un PAC è solitamente un anno, ma può arrivare ad un massimo di 40 anni.

Il fattore più importante nei piani di accumulo è la costanza: l’investimento è basso ma continuato nel tempo. Tramite questi investimenti graduali, l’investitore guadagna dal loro aumento di valore nel tempo.

Quale PAC scegliere?

I principali tipi di piano di accumulo sono divisi in tre categorie. La categoria migliore dipende dalla propensione del rischio propria dell’investitore. Quindi cambia da caso a caso.

Il fondo obbligazionario presenta il rischio più basso, di contro anche i rendimenti sono i più bassi. Il fondo bilanciato ha un rischio e dei rendimenti medi. Il fondo azionario è il più rischioso, ma anche il più redditizio.

In conclusione, scegli un PAC se vuoi un prodotto:

  •         Flessibile – il piano di accumulo è molto personalizzabile.
  •         Dalle piccole rate – puoi investire anche se hai bassa disponibilità finanziaria.
  •         Con basso rischio stagionalità – attraverso la cadenza regolare negli investimenti si abbatte il rischio di fluttuazioni improvvise del mercato.

Cos’è il fondo pensione e perché sceglierlo

I fondi pensione sono strumenti finanziari che hanno il fine di ottenere risorse economiche al momento della cessazione dell’attività lavorativa. Questi fondi vanno così ad integrare la pensione pubblica, ormai reputata non più sufficiente per mantenere un adeguato tenore di vita.

Quasi un terzo degli italiani è iscritto a un fondo pensione. E non a torto.

Nel confronto decennale (2009-2018) i fondi pensione risultano decisamente più convenienti rispetto al TFR (trattamento di fine rapporto). Questo significa che, per il risparmio di lungo periodo, usufruire di un fondo pensione è una tattica vincente.

“A fine 2018, le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari si attestano a 167 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente: un ammontare, si legge nella relazione annuale della Covip, pari al 9,5% del Pil e al 4% delle attività finanziarie delle famiglie italiane”

La Repubblica, 12 giugno 2019

I fondi pensione sono quindi un successo, ma quali sono le caratteristiche più interessanti?

Vantaggi fiscali: i contributi versati sono infatti deducibili annualmente dal reddito IRPEF, fino a un massimo annuo di 5.164,57 euro. Per esempio, se si ha un reddito imponibile di 20.000,00 €, se ne versano 3.000,00 su un fondo pensione, le tasse si pagheranno solo su 17.000,00 €. Si tratta di un’opportunità da non sottovalutare.

Flessibilità: anche se il loro scopo primario è quello di realizzare una rendita vitalizia, i fondi pensione sono comunque dotati di grande libertà nei versamenti. Prevista la possibilità di ottenere anticipi in caso di necessità, durante la fase di accumulo. Ad esempio, per acquisto o ristrutturazione della prima casa o spese sanitarie.

 

Meglio PAC o fondo pensione?

Non è possibile determinare, in assoluto, quale dei due sia lo strumento di investimento migliore.

La differenza è che i fondi pensione possono essere negoziabili oppure essere sottoscritti solo da determinate categorie di lavoratori.

Entrambi non sono piani vincolanti, ma a differenza del PAC, i contributi versati in un fondo pensione sono deducibili dal reddito IRPEF.

Inoltre, nel fondo pensione, tramite scelta del lavoratore o tramite accordi aziendali, è possibile conferire anche il TFR del lavoratore stesso.

Che sia per soddisfare le tue necessità o per il bene dei tuoi cari, iniziare a risparmiare non è mai una cattiva idea. Districarsi tra i vari piani di accumulo e fondi pensione, però, può essere complicato.

Quindi non correre il rischio di aderire ad un piano non adatto alle tue esigenze.

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