Donna rinuncia alla casa in eredità da uomo anziano

La nostra agenzia per il disbrigo di pratiche offre anche il servizio di assistenza e consulenza nelle pratiche relative alla Rinuncia all’eredità. Ma quando conviene effettivamente optare per la Rinuncia all’eredità, e quali sono gli adempimenti necessari per portare a termine questa procedura?

Che cos’è la Rinuncia all’eredità?

La Rinuncia all’eredità è un atto con il quale un erede rinuncia ad entrare in possesso dell’eredità di un defunto che lo vedrebbe come beneficiario, così come descritto nel Codice Civile. I motivi di tale scelta possono essere tanti, ma di certo ce n’è uno principale, ovvero la presenza di debiti superiori ai crediti. All’apertura della successione, infatti, anche i debiti del defunto faranno parte dell’eredità, ragion per cui i creditori di quest’ultimo diventeranno automaticamente i creditori dell’erede, il quale si troverà così improvvisamente in debito.

La Rinuncia all’eredità, attraverso la quale si rinuncia totalmente e per sempre a tutto quello che sarebbe spettato per diritto di successione, deve essere consegnata ad un notaio o al cancelliere del tribunale, e deve poi essere inserita stabilmente nel registro delle successioni.

I casi in cui una Rinuncia all’eredità è da considerarsi nulla e i rischi per l’erede

La validità di un atto di Rinuncia all’eredità si basa sull‘assenza totale di condizioni: questo significa che chi rinuncia non può inserire nella dichiarazione nessuna frase del tipo ‘a condizione che’ oppure ‘fintanto che’. Allo stesso modo, non possono essere inseriti termini temporali, in quanto una Rinuncia all’eredità, una volta presentata, è definitiva. Infine, come si può immaginare, questo atto è totale. Questo significa che non si può rinunciare ad una parte dell’eredità per accettarne invece un’altra, pensando così di trasferire al beneficiario i soli crediti, lasciando dall’altra parte i debiti.

Va poi sottolineato che ci sono due casi in cui non solo la validità della Rinuncia all’eredità è da considerarsi nulla, ma nei quali tale atto finisce per avere la valenza contraria, facendo scattare automaticamente l’accettazione formale dell’eredità. Questo potrebbe avvenire nel caso in cui venisse scoperto che l’erede è stato pagato da qualcun altro per rinunciare alla successione, oppure nel caso in cui la rinuncia avvenisse in favore di un solo erede o di un gruppo di eredi, escludendo di conseguenza la totalità degli eredi. In questi casi, tali rinunce all’eredità avrebbero valore contrario.

I documenti necessari

Presentare un atto di Rinuncia all’eredità non è certamente una procedura veloce. Come visto, infatti, questa dichiarazione va presentata al notaio o alla cancelleria del tribunale, avendo al medesimo tempo allegato al documento il certificato di morte del defunto o la dichiarazione sostitutiva del certificato di morte, il certificato dell’ultima residenza del defunto, le copie del proprio codice fiscale e della propria d’identità nonché, in caso di eredi interdetti, la copia dell’autorizzazione del giudice tutelare.

Bisogna però sottolineare che la Rinuncia all’eredità non è sempre la soluzione definitiva e perfetta come la si potrebbe ritenere inizialmente, ed è anche per questo motivo che in questi casi delicati è meglio affidarsi a dei consulenti esperti in grado di guidare al meglio gli eredi e i beneficiari in procedure di successione ‘difficili’. Ipotizziamo per esempio il caso di un’eredità passiva tra parenti in linea retta: qualora il rinunciante avesse dei figli, questi dovrebbero subentrare al suo posto, e il problema sarebbe dunque ripetuto se non maggiorato, soprattutto nel caso di figli minorenni. In alcuni casi, per esempio, alla Rinuncia all’eredità va preferita l’accettazione con beneficio di inventario, così da poter mantenere separati il patrimonio del defunto e quello dell’erede, limitando così la responsabilità di quest’ultimo nei confronti di eventuali creditori.

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